La sorpresa di Shark Tank Italia

Shark Tank italianoSe ti circondi di merda, alla fine sentirai solo puzza.

Mi è venuta in mente questa frase, pensando all’atmosfera che rischiamo di respirare troppo spesso, se non rivolgiamo i pensieri e le azioni verso le (tante) cose positive che ci circondano.

Per questo ho ridotto al minimo il consumo di notiziari e telegiornali vari (La dieta delle informazioni o news diet).

Guardo poco la Tv e seleziono accuratamente i programmi che vale la pena seguire. Per fortuna adesso abbiamo il web, con il quale posso vedere ciò che voglio, quando voglio…

Poi ci sono alcune eccezioni, anche in Tv; delle perle rare, che vale la pena guardare.

Shark Tank Italia è stata una piacevole sorpresa.

Conoscevo bene la versione Usa del programma e mi sono davvero stupito quando ho saputo che Italia 1 stava realizzando la versione italiana, non limitandosi a trasmettere le puntate americane con sottotitoli o freddi doppiaggi.

Lo stupore ha lasciato spazio ad una forte curiosità, mista a scetticismo; condizionato dai luoghi comuni e dalla diffusa esterofilia, non credevo che un formato così “asciutto”, diretto e dal taglio operativo potesse essere replicato in Italia, dove lo spettatore è perlopiù avvezzo al sentimentalismo ed alla spettacolarizzazione.

Lo dico subito, Shark Tank Italia mi è piaciuto molto.

A parte una fugace caduta in atmosfere da palinsesto pomeridiano (con il triste racconto dell’inventore della Wisshh Bag), il programma conserva il pragmatismo dell’originale.

Le presentazioni sono brevi e dritte al punto; gli “squali” molto concreti, preparati, incalzanti e poco inclini al coinvolgimento emotivo. I loro interventi sono puntuali ed in poche domande ti fanno capire come un imprenditore di successo analizza rapidamente un’idea di business, scovandone i difetti e cogliendone subito le opportunità.

Gli aspiranti imprenditori si presentano carichissimi e con una convinzione così forte da sembrare talvolta inverosimile, come nel caso di Gianluca Pacini, che con tono serioso presenta le sue bare dotate di “cuoricini” da staccare, per conservare un ricordo del proprio caro; è così convinto dell’idea che non si capacita del fermo rifiuto opposto dagli squali alla conclusione del deal.

L’aspetto più bello del programma sono proprio le idee, la loro stessa esistenza e la passione dei loro inventori, talvolta travolgente come quella di Hans ed Angelica, entusiasti produttori di mobili disegnati per bambini e studiati per lo sviluppo delle loro capacità cognitive.

Programmi come questo, purtroppo rarissimi, sono medicine contro la negatività e la rassegnazione, perché confermano che c’è ancora tanto da fare, che nonè stato inventato tutto“, che in Italia non c’è una Silicon Valley, ma tante realtà diverse, sparse quà e là, spesso nascoste in piccoli uffici e laboratori; teste pensanti che studiano e creano, nonostante tutto.

Quando trovo programmi utili e pratici, in pieno stile “Club Delle Idee“, li segnalo qui sul blog, come ho fatto in queste occasioni: “Un reality da trasmettere nelle scuole” , “Cosa guardare al posto del Tg delle 20“, “A proposito di squali ed aspiranti imprenditori“.

Per rimanere aggiornato sui programmi che segnalo, segui il Tag “Programmi tv“.

Ah, dimenticavo il sito ufficiale del programma 😉

Alla prossima…

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