Libro – “L’arte della vittoria” – autobiografia del fondatore della Nike

Non conoscevo la storia della Nike prima di leggere questo libro.

Spesso ci concentriamo sulle storie più recenti, come quelle di Google, Amazon, Facebook oppure su quelle più conosciute e “pompate” dai media, come Apple e Microsoft. Quella della Nike, anzi della Blue Ribbon – così si chiamava la prima società fondata da Knight – è una storia di persone normali, di appassionati di sport, che inseguono il sogno di creare scarpe da atletica migliori, più performanti e di farle indossare al mondo intero.

Il protagonista stesso è piuttosto distante dall’immagine che abbiamo dell’imprenditore di successo e questo rende la sua storia ancora più affascinante, adesso che ne conosciamo il finale…

Phil Knight, terminati gli studi, si trova a 24 anni con le idee molto confuse sulla strada da intraprendere. Parte per un viaggio in giro per il mondo che gli apre la mente e lo convince ancor di più che fare il contabile dipendente non è la vocazione che intende seguire. Sebbene sia costretto a mantenersi con lavori che certamente non lo fanno saltare dal letto al mattino, decide di lanciarsi nella sua “idea folle”: vendere negli stati uniti scarpe da corsa giapponesi.

Dal viaggio in Giappone per incontrare i dirigenti della Onitsuka, produttrice delle famose Tiger, e il primo ordine che arriva al porto dopo lunghi mesi di attesa con la speranza che stava ormai svanendo, fino ai problemi finanziari, con la rigidità delle banche che mette a rischio la sopravvivenza dell’azienda; la domanda che cresce inarrestabile, le difficoltà di produrre abbastanza scarpe per soddisfare i clienti e le lotte con una concorrenza agguerrita. E soprattutto le persone, i compagni di viaggio che si uniscono nel tempo ad un’azienda animata da uno spirito inedito per l’epoca. Il primo dipendente a tempo pieno Johnson, il coach Bowerman, la moglie Penny sempre al suo fianco.

L’arte della vittoria è tutt’altro che una mera narrazione di fatti. Knight è trasparente e coinvolgente nel raccontare la storia della Nike, che poi è quella della sua vita, riuscendo a trasmettere le emozioni che si alternano, fortissime, seguendo le vicende della sua creatura; le difficoltà, le sconfitte, le vittorie, i successi dell’azienda sono anche i suoi.

Una storia vera, il formidabile successo di un “ragazzo normale”, un intreccio di passioni, vicende personali, amicizie, tanto avvincente che ho avuto spesso la sensazione di leggere un romanzo più che l’autobiografia di un imprenditore.

Ecco un paragrafo che riassume in poche righe il pensiero e la passione grazie ai quali Knight è diventato l’artefice di un successo che rimarrà nella storia:

Mi rendo conto che per alcuni fare affari significa perseguire il profitto a oltranza, punto e basta, ma per noi, dire che il nostro solo scopo era fare soldi era come dire che il solo scopo di un essere umano è produrre sangue. Sì, il corpo umano ha bisogno di sangue. Ha bisogno di fabbricare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, e di ridistribuirli uniformemente e senza intoppi nei punti giusti e al momento giusto. Quell’attività quotidiana del corpo, però, non è la nostra missione in quanto esseri umani. È un processo di base che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi più alti, e la vita si sforza sempre di trascendere i processi base del vivere” – Phil Knight.

Il libro lo trovi su Amazon sia in versione Kindle che tradizionale…

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