Networking: come prendere il meglio da ogni situazione

Dopo aver letto i blinks (Cosa sono? Te lo spiego in questo articolo) del libro The 11 Laws of Likability, ho riflettuto in particolare su alcuni consigli condivisi dall’autrice, buttando giù due appunti che spiegano come li ho elaborati in base alla mia esperienza e come li applico per creare e coltivare relazioni di reciproco beneficio.

Nelle relazioni personali dobbiamo essere onesti, genuini ed autentici, insomma vale il vecchio adagio “sii te stesso/a“.

Per essere autentici dobbiamo (o dovremmo…) scegliere le persone con le quali relazionarci, coloro che davvero desideriamo conoscere meglio e con cui vorremmo stabilire una “connessione” più profonda.

Lo stesso principio si applica ad eventi a cui partecipiamo e in generale a situazioni in cui ci troviamo. Anche in questo caso la spontaneità è la regola aurea da seguire.

Per essere spontanei dobbiamo trovarci in contesti in cui ci sentiamo a nostro agio e dove possiamo esprimerci naturalmente, senza indossare maschere. Se ci sforziamo di apparire diversi da come siamo o da come ci sentiamo, tutti se ne accorgono e risultiamo “falsi” (studi confermano che la prima impressione si forma in soli 7 secondi ed è corretta nel 76% dei casi; quindi inutile fingere sorrisi tirati…).

Ecco come ho adattato questi principi secondo la mia esperienza personale e come li applico.

=>>>> Creo e coltivo relazioni solo con persone a cui sono sinceramente interessato

MA

Se le circostanze mi costringono a relazionarmi con persone che non sono nella mia “lista dei desideri” OPPURE decido di fare nuove conoscenze per uscire dalla zona di comfort OPPURE di rivalutare persone che mi hanno lasciato una prima impressione non positiva, ma su cui probabilmente mi sto sbagliando…

ALLORA

  • Elimino i pregiudizi (nel senso letterale di cancellare le opinioni che mi sono fatto prima di conoscere qualcuno…)
  • Cerco in loro ciò che c’è di positivo e che vale la pena approfondire: competenze o capacità particolari che posseggono, attitudine positiva, idee o progetti interessanti, contatti o passioni in comune. Come? Facendo domande e ascoltando con “intuito” (ovvero ponendo estrema attenzione a tutti gli aspetti della comunicazione: verbale-vocale-visivo). Ma questi sono temi più complessi da affrontare e non mancherà occasione per approfondirli….

=>>>> Scelgo i contesti e gli eventi nei quali mi trovo a mio agio

MA

  • Se mi accorgo che “ho sbagliato situazione” e c’è la possibilità di uscirne, rimedio in modo semplice: me ne vado, in modo educato, ma fermo e deciso. Non c’è peggior cosa che sentirsi in imbarazzo e dover fingere felicità, interesse e coinvolgimento. Non sono un attore e molti riescono a leggere i miei sentimenti reali (succede a tutti, anche a te: in uno studio sul tema oltre l’80% dei volontari cui sono state mostrate foto di volti è stato in grado di riconoscere immediatamente un sorriso falso da uno autentico)
  • Se non c’è via di uscita e/o DEVO partecipare, cerco gli aspetti positivi della situazione. Hai presente i compleanni oppure i matrimoni di parenti o amici che vedi una volta ogni cinque anni, ma ai quali sei costretto a partecipare ? Ecco, faccio sì che diventino occasioni per rivedere persone con cui magari ho condiviso pomeriggi di gioco da bambino, per conoscere le loro attività, progetti, idee e scoprire contatti, interessi in comune e forse far nascere opportunità interessanti. Queste “reunion” sono anche tra le migliori circostanze per fare nuove conoscenze, grazie alla facilità con cui si trovano spunti di conversazione: ” Da quanto conosci tizio?”, ” Ma tu sei il figlio/nipote/zio di?” “È molto che vivi qua? ” e così via…

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A proposito di conoscere persone…
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